SAIt Sezione Calabria
 
Foto 27

Oggetto: Sole

Tipo: Stella – Nana Gialla

Massa: 1,9891×1030 kg

Diametro Equatoriale: 1,391xm

Diametro Polare: 1,3909xm

Magnitudine apparente: -26,8

Età stimata: 4,57 miliardi di anni

Superficie      6,0877×

Temperatura superficiale: 5777 K  (5504 °C)

Data: 7 gennaio 2014

Dati di ripresa: singolo scatto da 1/1600 s, ad 800 ISO

Telescopio: Dobosn da 30 cm f/5, schermato da filtro Astrosolar, con Canon EOS 1100D;

Autore: Marco Romeo

Il Sole è la stella a noi più vicina ed è indubbiamente l’astro più importante per quanto riguarda la vita sul nostro pianeta: senza la sua luce e il suo calore la vita, come noi la conosciamo, sarebbe impossibile. Nato circa 5 miliardi di anni fa, probabilmente, dall’esplosione di una o più supernove nelle vicinanze di un’estesa nube molecolare del Braccio di Orione, si trova a circa 30 mila anni luce dal centro della nostra Galassia. Il Sole  è una stella medio-piccola, in questo momento della sua vita è sulla sequenza principale, ovvero una fase relativamente lunga di stabilità, in cui all’interno del nucleo si svolgono processi di fusione nucleare che trasformano l’idrogeno in elio.

Il Sole è un gigantesco reattore a fusione nucleare!

Tra altri 5 miliardi di anni il Sole entrerà in una fase di forte instabilità che la trasformerà in una gigante rossa. Esaurito ogni processo termonucleare, il Sole rilascerà i suoi strati più esterni, che verranno spazzati via sotto forma di “supervento” creando una nebulosa planetaria; le parti più interne collasseranno e daranno origine ad una nana bianca, stella delle dimensioni circa della Terra, che lentamente si raffredderà sino a diventare, nel corso di centinaia di miliardi di anni, una nana nera.

La fotosfera, lo strato superficiale del Sole, ha i punti neri!

Sono le macchie solari in cui l’intensità del campo magnetico del Sole è elevata e che ci appaiono più scure per via della minor temperatura, circa 4000 K rispetto ai 6000 K del resto della superficie. Forma, dimensioni e numero delle macchie sono estremamente variabili e possono cambiare anche in tempi brevi, dell’ordine di poche ore. Le macchie solari, come del resto altri fenomeni quali i brillamenti, l’estensione della corona o il numero di aurore boreali visibili dalla Terra, sono un indice dell’attività solare che, si è visto, ha un andamento ciclico in media di 11,4 anni.

Curiosità: Nelle varie epoche il Sole è stato sempre oggetto di grande attenzione, molto spesso venerato come un dio da parte dell’uomo, il quale si è sempre interrogato sulla natura del “grande fuoco”, cercando di dare delle spiegazioni più o meno scientifiche sul moto apparente che porta il sole a sorgere, scorrere lungo la volta celeste e tramontare. Le macchie solari, poi, sono state osservate più di 2.800 anni fa: astronomi cinesi e coreani le hanno registrate nell’ottavo secolo a.C. Il monaco e cronista inglese Giovanni di Worcester ha lasciato un disegno di un loro avvistamento nel 1128 in cui ha scritto:  Sabato 8 dicembre (1128) sono apparse dall’alba fino a sera due opposte sfere nere nel Sole». Le macchie solari furono osservate anche da Galileo nel 1610. Per lo scienziato pisano erano nubi piatte incollate sulla superficie del Sole; dallo spostamento costante di esse, dedusse che il Sole doveva ruotare sul proprio asse con velocità uniforme. L’osservazione delle macchie solari mise in crisi sia la secolare concezione del Sole come astro perfetto sia la immutabilità dei cieli, teorie sostenute dagli aristotelici.