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I Cieli d’Italia

I Cieli d’Italia : come è cambiata l’osservazione del Cielo dal 1861 ad oggi.
Conferenza del dott.Marco Romeo –Fisico ed esperto del Planetario Provinciale

Il Planetario Provinciale Pythagoras di Reggio Calabria partecipa alle
manifestazioni indette per celebrare i centocinquanta anni dell’Unità di Italia con una serie di
iniziative didattiche e culturali di cui la prima si terrà il giorno 17 marzo alle ore 21.00.
Con la scoperta dell’illuminazione a gas, l’umanità ha fatto un significativo passo avanti verso il
desiderio di prolungare il giorno mediante la luce artificiale. L’illuminazione a gas fu anzitutto
utilizzata negli interni ,ma solo con l’estensione alla pubblica illuminazione acquisirà il giusto
merito.Il primo impianto di illuminazione con gas, venne installatoa Londra all’inizio del XIX
secolo; il sistema si diffuse rapidamente e permane tuttora in alcune città. A Torino le prime
esperienze vennero effettuate nel settembre del 1822, per illuminare il Caffè di S. Carlo, nella
omonima piazza. Nel 1837 fu costituita una Società – Ippolito Gautrier e Francesco Raymonon – per
la produzione di gas, imitata l’anno successivo da un’altra società con capitale piemontese e lionese,
con un opificio di produzione a San Secondo. Altre due società vennero costituite a Torino nel
1851, la Società Anonima Piemontese, con stabilimento in Borgo Dora e la Società dei
Consumatori del gas luce, con opificio in Borgo Vanchiglia. A Torino l’illuminazione pubblica con
lampade a gas, fu avviata il 1 ottobre 1846, con 240 fanali con gas che si affiancarono a circa 600
preesistenti lampioni ad olio.La città di Napoli vanta il primato di essere stata nel 1837 la prima
città italiana e la terza in Europa dopo Londra e Parigi ad essere illuminata a gas .Nel 1862 la
compagnia di illuminazione Parent sottoscriveva con il comune di Napoli il primo contratto
d’appalto per l’illuminazione a Gas. In verità già nel 1861, nell’area di via Tiro a Segno a Palermo
era sorta la prima officina di produzione del gas di proprietà dell’impresa francese Favier che
gestiva in questa Città. A Roma il gas arrivò qualche anno dopo, rispetto ad altre città italiane, ed a
seguito dell’elezione del papa Pio IX, durante il cui pontificato i fratelli francesi Trouvé ebbero nel
1847 la prima concessione, che rimase però inutilizzata.
La costruzione della prima officina del gas, detta "dei Cerchi" (dalla via in cui sorgeva) avvenne
solo nel 1853 ad opera della Società Anglo-Romana per l’Illuminazione a Gas della Città di Roma,
alla cui costituzione diede un fondamentale contributo l’inglese Sir James Shepherd.
Nel 1871 fu inaugurata una nuova officina, sulla via Flaminia, detta "del Popolo", la cui produzione
permise alla Anglo-Romana di mantenere la concessione e di incrementare fortemente gli utilizzi
sia degli usi domestici che industriali del gas l’illuminazione pubblica a gas.

Come è cambiata l’osservazione del Cielo di notte in questi centocinquanta anni ? E’ possibile
evocare le atmosfere e suggestive e romantiche create da quei lampioni a gas? La risposta
purtroppo è negativa. La nostra è una civiltà che fa dell’illuminazione selvaggia una sua
caratteristica peculiare: sono molte ormai le immagini da satellite riprese durante le ore notturne che
mostrano il nostro pianeta illuminato da una fitta trama di luci,le quali disegnano con grande fedeltà
il profilo tecnologico delle nazioni mondiali: USA, Europa e Giappone, i cui abitanti costituiscono
1/4 della popolazione mondiale, consumano da soli 3/4 dell’energia che vediamo risplendere di
notte. L’inquinamento luminoso rende sempre meno visibile il cielo notturno che ci sovrasta. Il dott
Marco Romeo nel suo intervento partendo da questo excursus storico sulla nascita
dell’illuminazione pubblica perverrà ad evidenziare come, passando da una realtà ottocentesca
(debole illuminazione a gas, limitata alle città e, in esse, ai quartieri del centro) a quella attuale
(illuminazione abbagliante e eccessiva, diffusa ovunque, ininterrotta dal tramonto al sorgere del
sole) sia nettamente cambiata e impoverita la nostra capacità di osservare il firmamento, di
individuare pianeti e costellazioni e di collegare ad essi un patrimonio di conoscenze e di emozioni
che pure ci appartengono.
Appuntamento quindi il 17 Marzo alle ore 21.00 al Planetario Provinciale via salita Zerbi campo
Mirella Carbone.
Se le condizioni atmosferiche lo consentiranno dopo la conferenza si potrà osservare il Cielo con gli
strumenti

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